REVIEWS- INTERWIEVS

Luciano Ganci is arguably Italy's finest Verdi tenor 

(Opera News - Metropolitan Opera Guild - USA)

Luciano Ganci è un Cavaradossi impeccabile. Il tenore romano, dans une forme éblouissante, sfoggia musicalità intelligente, flessibilità nella bella voce di gran volume ed amalgama timbrico scintillante e morbido. C’è, poi, qualcosa di magnetico nella sua arte interpretativa, il che gli garantisce un esito tanto squisito quanto spettacolare. Artista innamorato in «Recondita armonia»; amante appassionato nel dolce idillio di «Qual occhio al mondo può star di paro all’ardente occhio tuo nero?»; furente repubblicano nel terzetto infuocato «L’alba vindice appar». Di gran pregio il suo «E lucevan le stelle».

(A. Cantore - i teatri dell'est)

Luciano Ganci è ormai una certezza in campo tenorile: la parte di Cavaradossi gli calza a meraviglia per la bellezza solare del timbro, per la facilità di salire e di sostenere bene ed lungo gli acuti: notevole “La vita mi costasse” nel primo atto e superlativo il “Vittoria, vittoria!” nel secondo. Rimarchevole negli accenti e nel fraseggio, ha siglato un addio alla vita che gli è valso un lungo e prolungato e meritatissimo applauso, successo trionfale ripetuto poi alla ribalta finale.

(A.Merli - i teatri dell'est)

E sotto il profilo della credibilità al Cavaradossi di Luciano Ganci non è mancata dovizia vocale, baldanza, passione, risonanza nel registro acuto tanto da porlo al primo posto nel gradimento della serata. Collocazione che ci sentiamo di poter condividere in pieno. (...) Successo molto caloroso e volti soddisfatti al termine, con particolari tributi a Luciano Ganci. Non male nella città di Pavarotti e di Arrigo Pola, altro Cavaradossi di riguardo, cui dedichiamo una memoria affettuosa nel centenario della nascita.

(P.Venturi - ToscanaNews)

Luciano Ganci, che propone un personaggio forse meno sfaccettato rispetto alle due colleghe, ma che, nel suo delineare un (peraltro plausibile) Don José ragazzone ingenuo e sopraffatto dagli eventi, forma un contrasto - non si sa quanto voluto ma comunque efficace - con Carmen e Micaela. Sul piano vocale l'esecuzione di Ganci è corretta e sicura, il suono è sempre avanti e lo strumento è molto squillante, ma soprattutto è di timbro tra i più preziosi del panorama tenorile italiano (e non solo), di bellezza quasi sfacciata.

(F.Moschini - Operaclick)

(...) encore plus saisissant est le Malatestino de Luciano Ganci, qui n’est nullement l’enfant pervers souhaité par le texte mais un homme – mieux, un héros méprisé qui devient venimeux et rancunier à cause des blessures que Francesca lui inflige. Le registre aigu lumineux, le phrasé percutant et la subtilité des nuances l’aident à composer le portrait le plus réussi du spectacle. (ASOpera)

Malatestino dall’Occhio, finalmente cantato con una voce “vera” e non affidato ad un “carattere”, come è capitato di sentire in passato, nella voce squillante di Luciano Ganci, perfetto pure nella melliflua e al tempo stesso crudele, interpretazione. (Francesca da Rimini - Teatro alla Scala - Impiccione viaggiatore)

Luciano Ganci, Malatestino, splendidamente sadico, personaggio credibile. (TeatriOnLine)

(...) Singolare e riuscito il confronto con la voce più leggera, ma sempre di bel colore e ottimamente utilizzata, dell’altro tenore, il Malatestino di Luciano Ganci (Francesca da Rimini)

Malatestino è un sadico e un perverso, un vero demonio. Tiene a freno a fatica il desiderio per la cognata, alternando timbro chiaro (insinuante) a timbro scuro per meglio instillare il veleno nell'animo del fratello e per evidenziare i neri propositi di perfidia e satanismo. Luciano Ganci affronta il personaggio con slancio, bel timbro luminoso e La acuti squillanti. (Francesca da Rimini - Teatro alla Scala - Operaclick)

Bella prova anche quella del nostro Luciano Ganci (Carlo VII) il cui canto generoso, supportato da un bel timbro tenorile, corre bene nonostante l'acustica non facile della Konzerthaus. La sua potenza vocale viene messa alla prova fin dall'ingresso (Sotto una quercia parvemi) che avviene molto lentamente dal fondo della sala verso la ribalta. Ganci lascia espandere bene la sua voce, con il giusto squillo, accenti ora accorati ora più ferventi senza risparmiarsi assicurandosi un successo personale. (Giovanna d'Arco - Konzerthaus di Berlino - Operaclick)

la voce di Luciano Ganci riempie il teatro e convince su tutta la linea, ivi compresa l’interpretazione di un Don Josè sempre interiormente dilaniato e incapace di scegliere fra istinto e razionalità. Il fraseggio è curato, l’acuto solido e pieno, il suono sempre ben in maschera, l’emissione naturale, il timbro morbido e di colore splendido. (Operaclick)

Luciano Ganci risolve al meglio il ruolo che gli compete. Con voce grande e sonora, timbro graffiante, e acuti che fendono letteralmente l’aria, compone un ritratto a tutto tondo di Don José. Sicuro in tutta la gamma e capace perfino di sfumare (pur con qualche lieve sfocatura nelle smorzature più audaci e insidiose), il tenore spicca per qualità vocale e convincimento interpretativo, raccogliendo ovazioni clamorose al termine della recita. (Connessi all'opera)

Spicca il Don José di Luciano Ganci nella Carmen al Teatro Grande di Brescia [...] Il cast vocale ha visto affermarsi sopra tutti il Don José di Luciano Ganci, eccellente interprete e ottimo attore, rende al meglio le sfaccettature della personalità del suo personaggio, a partire da un’apparente timidezza, in realtà un’insicurezza forse legata a un legame reciprocamente morboso con la madre. Infatti Ganci manifesta maggior impeto, odio e pertinente accentazione nel minacciare Carmen, al termine del terzo atto, esattamente dopo che Micaëla gli aveva annunciato la dipartita della genitrice. Luciano Ganci convince pienamente anche dal punto di vista tecnico: bravo nelle smorzature, nella gestione dei fiati, proiettato nello squillo e preciso nell’emissione, specialmente nella zona di passaggio. (Andrea R. G. Pedrotti - Ape Musicale)

Tra i cantanti spicca la prova di Luciano Ganci nel ruolo di Don José. Abbiamo già avuto l’occasione di ascoltare il tenore romano nella recentissima produzione di Stiffelio al Festival Verdi di quest’anno e l’ottima impressione avuta si è confermata. La voce ha ottimo squillo e ardore tenorile e anche interpretativamente risulta molto convincente, catturando l’attenzione e il favore del pubblico. (theblogartpost)

Semplicemente ideale il Don Josè di Luciano Ganci che (...) si mostra come l’Artista di caratura superiore di questo spettacolo. La voce è splendida, timbrata, italiana; ha squillo e capacità di smorzare i suoni senza mai perdere la linea e l’appoggio. Il volume è di quelli importanti, ma importanti davvero. (MTGLirica)

Chapeau anche ai cantanti, citiamo almeno il trio tenore-soprano-baritono, Luciano Ganci, Maria Katzarava e Francesco Landolfi che, in condizioni insolite, non solo hanno cantato bene ma hanno recitato benissimo. (LA STAMPA)

Bravo, bravissimo, dunque, il protagonista Luciano Ganci, che canta splendidamente una parte assai ostica affinando il bello squillo con la sensibilità dell’interprete. (APE MUSICALE)

Il successo è stato pieno e trionfale per il cast, con in testa Luciano Ganci nei panni di Stiffelio. (LA GAZZETTA DI PARMA)

Luciano Ganci è uno Stiffelio dalla voce sicurissima con un fraseggio esemplare ed una facilità di fiato non comune per un personaggio tutto scritto da Verdi sul registro di passaggio. (MTGL)

Il tenore Luciano Ganci, già noto al Festival per la presenza nella Giovanna d’Arco 2016, con la sua voce ben timbrato anche nella zona acuta e la sua linea di canto di toccante lirismo, insieme al fraseggio chiaro e ben scandito, rende molto accattivante il suo personaggio delineando nel contempo un Stiffelio d’autorità. (lirica)

Luciano Ganci canta in ogni situazione con sorprendente naturalezza e senza una sbavatura. Non bastasse il salire e scendere dalle passerelle nel finale gli tocca balzare su un tavolino e rimanere lì in equilibrio non certo stabile. (Operaclick)

Tenor Luciano Ganci gives a nuanced and layered reading of Stiffelio, and is especially effective as the psychologically fraught vicar torn between fulfilling his spiritual duties and wallowing in anguish when called on to deliver a sermon soon after discovering his wife's infidelity. (Bachtrack)

I coraggiosissimi interpreti, continuamente ripresi da telecamere e telefonini come in un reality, sono tutti da citare: Luciano Ganci sicuro protagonista... (cultweek)

Luciano Ganci si conferma talento tenorile di rango, provvisto di uno strumento luminoso, svettante nel registro acuto, poderoso nei centri: è uno Stiffelio spavaldo nelle invettive, sicuro nello squillo, accorto fraseggiatore della parola scenica verdiana. (connessialcopera)

Ottima, eroica e gloriosa, la compagnia di canto. Luciano Ganci, giustamente festeggiatissimo Stiffelio, mi ha confidato che, dopo questo debutto, l’opera la potrebbe cantare a testa in giù. Tra i tenori della new age, sebbene ormai in carriera, è quello che tra i colleghi di corda “verdiani” ci sta più comodo, per bellezza di timbro, per squillo e proiezione dell’acuto, per resistenza vocale. Si aggiunga la maturità dell’interprete che offre veemenza nel fraseggio scolpito con accento vigoroso. Rimane la voglia di riascoltarlo, e presto, in uno Stiffelio “normale”. (Andrea Merli)

Grandiose, kräftige Stimmen, unter denen Luciano Ganci in der Titelrolle des Stiffelio (klassik-begeistert)

Avec une souplesse digne d’éloge, Luciano Ganci compose adroitement le personnage, vocalement et scéniquement. Une tendance vériste surgit dans le chant, mais elle s’intègre parfaitement dans le dispositif. (Anaclase)

En ce qui concerne la distribution, de jeunes artistes se montrent valeureux ; en effet, l’acoustique du Teatro Farnese, où la  production est donnée, est assez mauvaise et il est difficile de comprendre tout ce qui se dit. Le Stiffelio de Luciano Ganci séduit d’emblée : comédien honorable, il fait passer le pasteur par des sentiments contradictoires ou s’entrechoquent foi, amour, doute, angoisse … Sentiments que le chant de Ganci traduit assez bien. Si la description du couple adultère aperçu par le batelier est honorable, c’est surtout dans son air du deuxième  acte « Me disperato, albruciano » que toute le colère et la douleur accumulées ressortent avec beaucoup de force. (classiquenews)

Todos los protagonistas brillaron a gran altura y dieron lo mejor de sí mismos. Luciano Ganci era Stiffelio y dibujó un pastor nada blando sino enérgico, colérico y agresivo pero que al final reconoce sus errores. Vocalmente estuvo espléndido, con un bellísimo timbre tenoril, un legato verdiano excelente y un fiato envidiable. Magnífico en todos los sentidos. (Platea Magazine)

​El elenco, compuesto de jóvenes artistas fue óptimo. El protagonista Luciano Ganci es un joven tenor muy solvente, estupendo tanto en lo vocal como en el aspecto dramático. Su voz es timbrada y sonora: fue realmente muy convincente incluso en los momentos más comprometidos: eso de empezar a cantar estando solo y sobre una pequeña tarima, rodeado por el público no debe hacer sido fácil. (Mundo Clásico)

Il tenore Luciano Ganci nel ruolo del titolo esibiva un timbro interessante, sicuro nella tessitura e ben sostenuto tecnicamente, mostrava inoltre un ‘attenta cura nel fraseggio ed una corretta teatralità che gli consentiva, senza strafare, di comunicare il tormento del suo personaggio che, in questo allestimento, investiva eterogenee quanto spinose variabili. (Traiettorie)

Mit der Interpretation des „Galeerenjahren Otellos“ – Stiffelio wurde 1850 nach „Luisa Miller“ und vor „Rigoletto“ als 16. Oper des Bussetaner Meisters in Trieste uraufgeführt – hat Luciano Gancinachdrücklich bestätigt, dass er zur ersten Riege der heute auf den Bühnen  tätigen Tenöre gehört. Sein mediterranes Timbre, sein bestens fokussierter Tenor, der ihn für sowohl „Lirico“ als auch „Lirico spinto“ Rollen prädestiniert wurde ohne Ermüdung mit bester Phrasierung, „grinta“ und Höhenglanz eingesetzt  – die acuti gehen richtig auf –auch seine Gestaltung der Partie und seine Präsenz verdienen Achtung. Auch ohne Arie ! – erst in der umgearbeiteten Version als „Aroldo“ bedachte Verdi den Protagonisten mit einem kurzen Arioso ( „Sotto il sol di Siria ardente „) – bestach er in en Duetten und dominierte die zahlreichen Ensembles – bravo! (Merker)

"Convincente il Carlo VII di Luciano Ganci. Il tenore ha un colore caldo e lucente che rimane ben timbrato anche nella zona acuta. La sua linea di canto di toccante lirismo, insieme al fraseggio chiaro e ben scandito, rende molto accattivante il suo personaggio." (Giovanna d'Arco - Festival Verdi di Parma 2016)

Luciano Ganci dimostra di avere una bella voce tenorile e di saperla anche usare, alleluja.

(LA STAMPA - Giovanna d'Arco - Festival Verdi di Parma 2016)

“Ganci's smoothness, warmth and abandoned phrasing put me in mind of a young Pavarotti”. (...) but it was trumped by the extraordinary singing of Luciano Ganci. Here is a tenor whose phrasing flows in a wonderful arc and who is so confident across the whole range that he spares nothing in making the transition to his high notes. The smoothness, warmth and abandoned phrasing put me in mind of listening to a young Pavarotti. His aria "Quando le sere al placido", Rodolfo's lament when he has been duped into thinking that Luisa has betrayed him, is one of Verdi's great tenor showpieces, and I will remember the desperate sadness of the "Mi tradia" which closes each verse for a very long time. Memo to Kasper Holten at the Royal Opera: please, please engage this man for a few long runs while you can still afford him. You don't have long. (Luisa Miller - Budapest Spring Festival - Teatro di San Carlo di Napoli)

 

 

 

Si è distinto il tenore Luciano Ganci per bellezza timbrica e fraseggio curato. (Nabucco – NCPA – Beijing)

 

 

Splendido per timbro prezioso e vigore vocale il tenore Luciano Ganci, apprezzato per l’espansività melodica e l’ impeccabile fraseggio, che ripulisce dagli aspetti più grevi l’antipatico ruolo di Pinkerton. (Madama Butterfly – Trieste)

 

Luciano Ganci (Mario Cavaradossi) è indubbiamente un giovane tenore di grandissimo livello e con un raro quanto impeccabile senso musicale. Ha affrontato il suo debutto nel ruolo con l’impetuoso slancio della sua bella e raffinata vocalità, con il giusto uso dei portamenti ed un eccellente controllo del fiato. Ha onorato i momenti della scrittura da “la vita mi costasse” a “Vittoria” con acuto sfoderato e tenuto come da tradizione, ma ha saputo affrontare allo stesso tempo “E lucevan le stelle”, la celebre romanza, con mezze voci quasi a fior di labbro. Il giusto connubio di forza e dolcezza. Il suo fraseggio infine morbido e variegato ha regalato al personaggio quelle sfumature caratteriali che si riconoscono in questo eroe pucciniano dando risalto non solo al lato drammatico. Bravo. (Tosca – Arena Sferisterio di Macerata)

 

F.B. Pinkerton, un Luciano Ganci in ottima forma, realizza un primo atto convincente, in cui la sua generosità lo porta talvolta a gigioneggiare troppo in acuto, tuttavia sempre con precisione e senza latranti sguaiature. Il suo Pinkerton è odioso, vigliacco, ben caratterizzato ma forse non sufficientemente sensuale e brutale nel duetto della “cattura” della farfalla Cio-Cio-San. Insomma, se il Pinkerton che ci piace detestare è un rivoltante e superficiale corruttore di vergini, Ganci sembra ancora solo un bravo ragazzo con qualche vizietto, cui finiamo quasi per affezionarci. In ogni caso la pronuncia e il fraseggio sono irreprensibili, la voce perfettamente avanti, calda nei gravi e squillante in acuto. (Madama Butterfly – Padova)

 

 

Luciano Ganci: tenore di timbro piacevole ed omogeneo, di acuti sicurissimi e compiaciuti. Il suo Pinkerton è il solito simpatico scapestrato, con qualche vena comica di troppo, però sulla scena è il più reattivo. (Madama Butterfly – Bologna)

 

Luciano Ganci, tenore dalla voce ben proiettata che si fa apprezzare soprattutto per gli acuti coperti ed il fraseggio cesellato (L'Amico Fritz – Carlo Felice di Genova)

 

 

Luciano Ganci è un Pollione dalla vocalità ricca e variegata: brillante in acuto, la linea del canto si dispiega con grazia nel centro. Forse il ruolo necessita di un ulteriore approfondimento, ma le premesse ci sono tutte. Ganci rende perfettamente comprensibile le parole del libretto. (Norma – Padova)

 

Luciano Ganci è un tenore che ha grandi potenzialità e la prova di questa sera lo conferma.

La voce è virile, ben timbrata, di buon volume e di colore schiettamente mediterraneo. La parte di Corrado è centrale con qualche sbalzo ai primi acuti ma necessita di una buona tecnica di respirazione, altrimenti non si porta a casa perché – solo per fare un esempio banale – il gioiello dell’aria del terzo atto (Eccomi prigioniero) diventerebbe uno scoglio insormontabile senza un legato di qualità. La dizione è buona e l’accento assolutamente pertinente così come il fraseggio appare attento. (Il Corsaro – Teatro Verdi di Trieste)

 

(…) si tratta di una delle voci italiane più interessanti in attività: tenore lirico di razza, Ganci possiede la pasta e lo smalto che forse nessun tenore italiano oggi può offrire. Talento naturale, dotato di un passaggio timbrato e ricco, Ganci offre nel suo canto sprazzi dell'idea platonica del tenore, un vero “tenore italiano” del Rosenkavalier. L'interprete è stato spesso convincente, nel fraseggio e nella recitazione che pure in parte deve avere improvvisato. (Luisa Miller – Teatro Verdi di Trieste)

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